«Sacramentine», il «debito morale» della città

Edoardo Mazza scrive a Madre Maria Gambirasio, Superiora generale. Dopo quasi un secolo, la comunità delle suore Sacramentine di Bergamo a fine agosto ha lasciato la città. Suor Bertilla Longoni e suor Angela Bianchi hanno prestato un’importante attività educativa e caritativa presso l’istituto «Cabiati Ronzoni»
(WT – Seregno, 16 set.) «Debito morale» e «grande sentimento di riconoscenza». Questi i sentimenti del sindaco Edoardo Mazza nei confronti della missione delle suore Sacramentine presso l’Istituto «Cabiati – Ronzoni» di via San Benedetto.
Il sindaco ha preso carta e penna e ha scritto a Madre Maria Gambirasio, Superiora generale delle Suore Sacramentine di Bergamo: «L’attività svolta dalle Consorelle presso l’Istituto Cabiati- Ronzoni di Seregno ha avuto un ruolo socio-educativo e assistenziale di estrema rilevanza sul nostro territorio. Il sostegno che centinaia di genitori, docenti e cittadini hanno espresso firmando la petizione per la loro permanenza in città è solo una delle molteplici e calorose dimostrazioni di affetto e di gratitudine che ovunque ho modo di raccogliere».
Dopo quasi un secolo, il loro arrivo risale al 1920, alla fine di agosto la comunità delle suore Sacramentine di Bergamo aveva lascia la città e la comunità pastorale.
Nella lettera il sindaco esprime il suo «profondo rammarico» per la decisione di spostare la superiora, suor Bertilla Longoni, e suor Angela Bianchi da Seregno. Ma, allo stesso tempo, ringrazia l’Ordine delle Sacramentine di Bergamo per «l’enorme contributo che ha saputo offrire allo sviluppo della nostra comunità attraverso la più completa dedizione ai bambini e la solidale vicinanza alle famiglie, oltre che collaborando a progetti e iniziative di cooperazione internazionale e di aiuto ai bisognosi».