A scuola contro la mafia

Giovedì 18 maggio. Pippo Pollina e Giovanni Impastato testimonial del «Progetto Legalità» dell’Istituto comprensivo «Stoppani». Edoardo Mazza: «La scuola è la prima trincea contro la criminalità»
(WT – Seregno, 04 mag.) Da tempo residente a Zurigo, da dove ha conquistato gran parte dell’Europa, il cantautore di origine siciliana Pippo Pollina si presenta per un recital dal vivo a «L’Auditorium» (piazza Risorgimento) giovedì 18 maggio alle ore 21. Lo accompagnano nell’esibizione i baby musicisti dell’Orchestra delle seconde classi della «SMIM Don Milani».
Il concerto è promosso dall’Istituto comprensivo Stoppani, in collaborazione con il Comune di Seregno, nell’ambito del «Progetto Legalità 2016/2017».
«Un concerto – spiega il sindaco Edoardo Mazza – che nasce dall’idea di accompagnare gli spettatori, soprattutto i più giovani, in un viaggio che ripercorre le tappe della storia recente del nostro Paese e degli “eroi” che hanno avuto il coraggio, spesso a costo della vita, di opporsi alla mafia. La scuola, oggi, è la prima trincea contro la criminalità».
Pippo Pollina, 54 anni, fondatore alla fine degli anni Settanta degli «Agricantus», è da sempre impegnato nella lotta contro la mafia. Nel 1983 inizia a collaborare al mensile «I Siciliani», fondato e diretto dallo scrittore Giuseppe Fava. Un’esperienza formativa decisiva, che si interromperà pochi mesi più tardi, quando Giuseppe Fava, il 5 gennaio 1984, è assassinato dalla mafia a Catania. A Pippo Pollina, per il suo impegno civile, Nando Dalla Chiesa ha dedicato un capitolo, «Sogno di un menestrello», del suo libro «Storie eretiche di cittadini per bene». Pippo Pollina presenterà alcuni brani del suo ultimo album, «Il sole che verrà».
La mattina, alle 9.30, nell’«Auditorium» delle «Don Milani» (via Carroccio, 51), Giovanni Impastato, fratello di Peppino, incontrerà i ragazzi delle classi seconde e terze delle medie. Peppino Impastato nel 1976 fonda «Radio Aut», radio libera autofinanziata che denuncia i crimini e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, nel palermitano, in primo luogo del boss Gaetano Badalamenti. Per questo fu ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978.
Il Dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo «Stoppani», Francesca Di Liberti, sottolinea «l’importanza delle attività di preparazione agli eventi del 18 maggio che mirano allo sviluppo delle competenze di cittadinanza attiva, alla formazione della coscienza civile, alla prevenzione della mentalità mafiosa, nonché a mettere in pratica quel processo di integrazione di competenze che è indispensabile per l’acquisizione del “sapere unico”».
Il percorso del «Progetto Legalità 2016/2017» ha coinvolto il Dipartimento di Lettere della «SMIM Don Milani», coadiuvato dalla referente dell’area «Cittadinanza e Costituzione», la professoressa Maria D’Agostino. Il laboratorio ha proposto la lettura di testi tratti da «Per questo mi chiamo Giovanni» di Luigi Garlando e «Storie eretiche di cittadini per bene» di Nando dalla Chiesa e la visione dei film «I cento passi», «Alla luce del sole» e «Cento giorni a Palermo». Il Dipartimento di Musica, coordinato dalla professoressa Felicita Arnaboldi, ha preparato l’orchestra per il concerto con Pippo Pollina, dando agli studenti la possibilità di vivere un’esperienza di elevato contenuto professionale.
«Progetti come questi – spiega l’assessore all’Istruzione Ilaria Anna Cerqua – servono a ribadire ai ragazzi, sempre e con forza, l’importanza della lotta alla mafia, alla camorra, alla ‘ndrangheta e in generale ai sistemi criminali. Non solo a parole, ma con gli esempi concreti di chi si è impegnato e ha rischiato la propria vita per spezzare il clima di paura e di intimidazione».
Martedì 23 maggio, alle 11, infine, in occasione della ricorrenza delle stragi di Capaci (23 maggio 1992) e via D’Amelio (19 luglio 1992), gli studenti si ritroveranno intorno all’«albero della giustizia», una quercia piantata due anni fa al Parco «Falcone e Borsellino» a San Carlo.
«Sarà l’occasione per non dimenticare il sacrificio dei due magistrati, ha dichiarato l’assessore alla Cultura e grandi eventi Giacinto Mariani. Perché, come diceva Giovanni Falcone, “gli uomini passano, le idee restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. Per questo è necessario che tutti si impegnino, ogni giorno, a combattere la mafia. Una battaglia che vinceremo sui banchi di scuola».
Gli studenti, gli insegnanti e i genitori appenderanno sull’albero della giustizia biglietti e post-it con i loro pensieri, le loro poesie, le loro riflessioni, «per sviluppare, con uno sguardo al futuro, un percorso di educazione alla legalità», conclude Giacinto Mariani.
«L’albero della giustizia è un simbolo. Il significato profondo è che la lotta alla mafia parte da tutti noi – conclude il sindaco -. La mafia non è un problema dei magistrati o delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine, ma è una questione che coinvolge tutti. Questa è l’eredità più importante che ci hanno lasciato Falcone e Borsellino. Un insegnamento che, a venticinque anni dal loro sacrificio, è più che mai vivo».